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L’ECCEZIONALE IMPATTO DI UN PICCOLO CAMBIAMENTO.

Negli anni ’60, meno del 10% dei musicisti nelle “big five” orchestre statunitensi (Boston, Philadelphia, Chicago, New York e Cleveland) erano donne. Negli anni ’70 e ’80, nell’ambito di un’ampia iniziativa per promuovere la diversità, i gruppi modificarono le loro procedure di audizione al fine di eliminare eventuali pregiudizi.

Invece di condurre audizioni faccia a faccia, i musicisti venivano posizionati dietro uno schermo o altro divisore. In uno studio del 2000, le economisti Claudia Goldin e Cecilia Rouse constatarono che l’utilizzo dello schermo aumentò il tasso di successo delle musiciste del 160%.

Questo semplice cambiamento contribuì a circa un quarto dell’aumento della diversità di genere nelle orchestre. E con una selezione basata in modo più incisivo e obbiettivo sulle capacità musicali, le orchestre indubbiamente ne beneficiarono.

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